Lovely day for a Picnic

domenica 20 novembre 2011

MUSICAL-NO-MUSICAL

NAPOLETANGO



Miscela culturale e integrazione delle etnie, emarginazione e oppressione diventano un codice espressivo fatto di passi, ma non è il tango dei virtuosi quello che Giancarlo Sepe mette in scena. Non è l’esecuzione eccellente a improntare le lezioni del circo familiare degli Incoronato. È l’umanità che s’impone. Se al ritmo sincopato rioplatense l’affermazione identitaria si svolge con fraseggi melodici e abbracci frontali, l’intento degli attori, ballerini, cantanti e suonatori di scuola partenopea è strappare la vita alla morte. Maschere espressioniste descrivono l’esasperazione degli istinti, i moti sono incalzanti e le gamme di colore accese e discordi. L’azzardo della scrittura drammaturgica è portare al pubblico ciò che solitamente è fuori scena, la convivenza promiscua, l’accoppiamento, la nudità fisica, la riunione gastronomica con gli spinaci (o altro) cotti in padella, il cui profumo di soffritto si espande in platea. Svegliarsi ogni mattina, anche se in miseria, il ballo imperfetto, la compagnia danzante, “Napoletango, musical latino-napoletano”, ideato e diretto da Giancarlo Sepe, con un tema originale di Luis Bacalov, è andato in scena dal 15 al 20 novembre al teatro Eliseo.

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