Lovely day for a Picnic

mercoledì 9 novembre 2011

Inutile vedetta

Cassandra



Mentre la maggioranza accetta in dono il cavallo di legno entro il perimetro della città, Cassandra la veggente, figlia del re Priamo, pronuncia moniti affinché venga respinto. Inascoltato allarme, segno di negazione oppositiva la sua voce è giudicata insidiosa perché informa dell’insidia. Oracolo a cui non si presta fede, le parole considerate evocative di sventura, destituite di fondamento, sono un veicolo linguistico debole, con carico gravoso, senza udienza. L’impotente efficacia della comunicazione è vano baluardo. Vinta, saccheggiata, avvolta nella quiete della sconfitta, Troia ha mura ciclopiche che contengono uno scenario di rovina. Orazione, elegia, epica altezza, tragica risonanza, la profetessa rappresenta, con la manifestazione della verità, l’altra faccia del logos maschile, cinico e armato. La terribile precognizione del destino di morte che incombe anticipa la consapevolezza silenziosa di Maria, madre di Cristo. Cassandra piange sulla devastazione del fortilizio e della carne. Con le profezie avrebbe osteggiato la sciagura, con le sentenze capovolge l’illusoria potenza e bestiale tracotanza bellicosa dei greci vittoriosi, ridotti a uno nella figura di Agamennone. Lineare, rapinoso il tempo ha perso l’andamento ciclico, fecondo. Il presente non ha più futuro. Dall’usurpazione militare alla saturazione della società consumistica, con un flusso di coscienza musicale epifanico, Elisabetta Pozzi interpreta l’offesa dell’eccesso in Eschilo, Euripide, Seneca, Christa Wolf e Baudrillard. Dopo la tournée estiva, “Cassandra, o del tempo divorato”, opera in danza con Elisabetta Pozzi e Hal Yamanouchi, Carlotta Bruni, Rosa Merlino, ha fatto parte in ottobre del cartellone del teatro Vascello.

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