Nell’ambito del Festival “Bella Ciao” presso l’Ex Istituto Luce a piazza Cinecittà, stasera alle 21.00 è in scena “Sexmachine” di e con Giuliana Musso, per la regia di Massimo Somaglino. Lo spettacolo, esito di una sorta d’inchiesta sul mondo della prostituzione, indaga il fenomeno che è dato dalla combinazione di sesso, potere e denaro, libertà e necessità, uomo e donna. Un’attrice e un musicista sulla scena, sei i personaggi per descrivere l’umanità tra devianza sessuale e guadagni illeciti, divisa tra bisogni e paure. Giuliana Musso, diplomata alla Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano, ha collaborato con Gabriele Vacis, Marco Paolini, Eugenio Allegri, Gigi Dall'Aglio, Giampiero Solari, Maria Consagra, Luciana Mellis. Con “Sexmachine” e il precedente lavoro “Nati in casa” ha vinto il Premio dell’Associazione Critici Italiani. Lancia la sua provocazione. Si fa interprete di istanze indicibili ai più, sondate con stile schietto e disarmante. Rivolto al pubblico è un amaro disincanto e una sottile derisione di perbenismo e moralismi. Meretrici, clienti, papponi, retate. Profitti molti, permessi di soggiorno pochi. La prostituzione, ossia l’uso del proprio corpo come oggetto sessuale per fini economici, vede maggiormente coinvolte persone provenienti da paesi extra UE. La richiesta di prestazioni sessuali a pagamento è alta. La prostituta, da soggetto che chiede il pagamento a strumento del cliente, vive una costrizione o esercita una libera scelta? Mina le istituzioni sociali della coppia unita in matrimonio e della famiglia? Dati alla mano, partendo da condizioni di povertà, il sesso a pagamento è un mezzo di sopravvivenza. In Albania ha permesso l’investimento in ristoranti, negozi, alberghi. Secondo i dati dell’UNICEF ogni anno 1.000.000 di donne è oggetto di questo commercio a scopo di sfruttamento sessuale e il 35% di loro sono minorenni. Il 70% dei clienti, di una fascia d’età compresa dai sedici agli ottant’ anni, è di coniugati. Sempre domenica 18 settembre alle 23.00, la Compagnia della Fortezza presenta “I pescecani ovvero quello che resta di Bertolt Brecht” di Armando Punzo.
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