Lovely day for a Picnic

mercoledì 28 gennaio 2009

UGO CHITI E LA DRAMMATURGIA KAFKIANA

TEATRO ELISEO/ “LE CONVERSAZIONI DI ANNA K.” CON GIULIANA LOJODICE



Un Kafka decentrato quello di Ugo Chiti, “Le conversazioni di Anna K.” mette sul piatto il tema dell’infermità, della diversità, del cambiamento di stato in cui incorre Gregorio, da figlio e impiegato, un bel giorno il signorino bene diventa un’entità enigmatica abietta e ripugnante confinata in una stanza. La famiglia si barrica nel riserbo in preda a sgomento e imbarazzo. La pièce (riuscitissima) è impostata sul punto di vista della collaboratrice domestica Anna (una spassosa Giuliana Lojodice), che cerca di entrare in relazione con l’insetto, ne sopporta la vista, lo accudisce, estranea al suo disagio ma a lui dedita più dei parenti stretti, da personaggio marginale diventa comprimario. Sul crinale della tragicommedia, volontario o involontario l’umorismo sdrammatizza la crisi. Ce ne parla l’autore.

«Questa è la terza riscrittura che faccio del racconto. I due precedenti spettacoli distanziati nel tempo, a percorso e per pochi spettatori (“Visita a Kafka”, una drammaturgia per ambienti sulla base delle lettere al padre e a Milena, del suo rapporto con l’ufficio e con la malattia), prendevano a pretesto lo stesso plot de “La metamorfosi”. È in questi due adattamenti che si configura il personaggio di Anna, citata ai margini del racconto come una vedova molto presente e reale, esterna al dramma della famiglia. Aveva la funzione di accompagnare il pubblico itinerante, un pò come Virgilio nell’inferno dantesco».

Qual è l’idea che regge il suo lavoro?

«Dare dignità, forza, struttura, completezza a questo personaggio portante, che si inserisce nel racconto, lo cambia, lo rielabora con il suo vissuto, partecipa in prima persona con il suo temperamento naturalmente solidale. Anna diviene uno sguardo. La mia è una riscrittura autonoma, che parte dal testo kafkiano, ma ne cambia l’ottica».

Gregorio vive l’alienazione, la disabilità, una dimensione che potrebbe essere assimilata al coma vegetativo...

«Per me è importante raccontare la capacità di essere in contatto con il dolore, di conviverci, al di là delle tante implicazioni colte. È un pretesto per raccontare un sentimento: la pietà».




TEATRO ELISEO, ROMA

dal 20 gennaio all’8 febbraio 2009

Giuliana Lojodice in

Le conversazioni di Anna K.

liberamente ispirato a La metamorfosi di Franz Kafka

testo e regia di Ugo Chiti

scene Daniele Spisa

costumi Giuliana Colzi

luci Marco Messeri

musica originale e adattamento Vanni Cassori e Jonathan Chiti

con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci

Teatro Eliseo / Arca Azzurra Teatro

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