Lovely day for a Picnic

domenica 12 marzo 2006

SIRONIANO IBSEN

“LA DONNA DEL MARE”, LIBERA FACOLTA' DI SCELTA



Nell’anno in cui ricorre il centenario della morte di Henrik Ibsen, “La donna del mare” per la regia di Mauro Avogadro propone il dissidio interiore, la dicotomia affettiva, i conflitti della psiche femminile in un interno borghese nell’ambito di una drammaturgia che conserva l’eco della tragedia classica. Dopo Nora Helmer di “Casa di bambola” (1879), Elena Alving di “Spettri” (1881), Ellida Wangel - personaggio che fu cavallo di battaglia di Eleonora Duse - è sposata con il dottor Wangel, ma non lo ama. Ha “acquisito” due figlie, si sente estromessa dal nucleo familiare, estranea. Guarda all’ignoto, alla tensione misteriosa del mare aperto. Catturata da mura casalinghe indifferenti, anela alla libertà. Al rombo sordo delle onde, nell’atmosfera “sironiana” ferma, oppressa da un enigma incombente, le relazioni familiari mancano di intimità, di unità. Il passato torna vivo nella figura dello Straniero, che Ellida vorrebbe seguire ma al quale, avendo la possibilità di scegliere, rinuncia. Il disagio è colmo di un pondus poetico, la passione visionaria è contenuta fino a quando le ossessioni si stemperano nella riconciliazione finale. Dietro la patina di apparente naturalismo, si cela la complessità di terribili fascinose attrazioni, di racchiuse seduzioni tutte contenute nell’inconscio. Assoluta protagonista, Elisabetta Pozzi da anni si concentra su personaggi che hanno un valore letterario oltre che teatrale. La scenografia è ostruzione occludente, spazio simbolico di ambizioni inibite, emiciclo compresso, perimetro restrittivo, luogo di una tentazione sconfitta e di una conclusione edificante. La rigidità delle pose non toglie qualità performativa alla pièce.

Teatro Argentina 14 - 26 marzo 2006

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