ALCESTI SECONDO L’IRAN
Rivisitazione tragicomica di Euripide al Teatro Sala Uno
Alcesti, ovvero il sacrificio di sé. Fino al 5 febbraio è in scena al teatro “Sala Uno” lo spettacolo ideato e diretto dalla regista iraniana Shahroo Kheradmand, “Alcesti”, trasposizione fedele del testo di Euripide. E’ proposta in chiave comica la riflessione sulla precarietà della vita umana, il cui estremo limite, la morte, viene varcato con humour nero. Kheradmand si è già confrontata con il dramma euripideo, scorgendovi una valenza sarcastica. La lettura che ne fa, mette in evidenza la tempra della protagonista, che pur sottomettendosi all’altrui volontà non rinuncia a precise trattative su quanto seguirà alla sua scomparsa. Moglie di Admeto, re di Tessaglia, Alcesti (Daina Pignatti) accetta di dare la sua vita per preservare quella del marito. Viene poi salvata da Ercole che la strappa dall’Ade, riportandola in vita. In bianco, balla un tango appassionato con Admeto. Una danza di mani, braccia e gambe mette al rischio il baricentro in movenze decise, flessuosità che sfidano la gravità, in un passo a due che diventa cedimento e assenza di forze. Con libertà espressiva il corpo di Alcesti vive il dolore, l’eros e si approssima alla fine. Il coro, nei panni di una presentatrice televisiva che mostra un evento in pieno svolgimento, accompagna e fà da contrappunto alla coreografia intrecciata di seduzione e morte. La performance è nel segno dell’ironia, con toni farseschi che irridono l’angoscia del trapasso. Il sovrannaturale viene in aiuto dell’umanità sublime della donna, eroina della Grecia del V secolo. La sua scelta diventa procreazione: chiama Admeto a una seconda nascita, alla profonda coscienza che attraverso il lutto si apre e da cui non può esimersi. “Abbiamo lavorato molto per arrivare a queste soluzioni, per capire il testo di questa raffinata commedia presentata da Euripide nel 438 a.C. Alcesti muore davanti al popolo dei Tessali, con l’ancella che racconta quello che sta succedendo in tempo reale. E’ una specie di Reality di allora. Talmente moderno che è sorprendente. Di amore non si parla. Alcesti è costretta a morire, in quanto moglie del re non poteva dire di no. Il tango sensuale è un mezzo per ottenere da Admeto la promessa di non sposarsi più. È un testo violento, sembra una commedia borghese e non una tragedia greca”, commenta Kheradmand.
Nessun commento:
Posta un commento