Le intenzioni del regista sono dichiarate. Nato a Sarajevo, Egon Savin ha ambientato la celeberrima pièce shakespeariana negli anni Trenta, all'insorgere dell’autocratico xenofobo violentemente corporativo regime fascista. La scenografia (Miodrag Tabački) mette in piedi, in resa fotografica, una Venezia livida, decadente, provvedendo di percorsi su passerella gli attori, a metà tra mondo fashion e acqua alta. Il destino chiama in causa il vincolo amicale tra Bassanio e Antonio (brillante dandy il cui contegno è scosso da accese variazioni tonali e ampia gestualità) che per avere liquidità chiede denaro in prestito a Shylock. La flotta di navi cade a picco, è bancarotta, bisogna pagare pegno. L’usuraio ebreo pretende la penale: un risarcimento pari a una libbra di carne che avrebbe inciso da sé nel petto dell’odiato mercante. Porzia, bella giovane ricca dama le cui sorti matrimoniali sono legate a un rebus, nei panni di un sofisticato avvocato (di biblica memoria perché assimilato al profeta Daniele!), riesce a difendere gli interessi di Antonio al cospetto del Duca di Venezia. Spettacolo in lingua serba con sopratitoli in italiano a cura di Raggio Verde s.r.l.,“Il mercante di Venezia” di William Shakespeare (Jugoslovensko Dramsko Pozorište, Belgrado) è stato ospitato dal Teatro di Roma sul palcoscenico del Teatro Argentina.
regia Egon SavinJugoslovensko Dramsko Pozorište, Belgrado
Spettacolo in lingua serba con sopratitoli in italiano a cura di Raggio Verde s.r.l.
“Il mercante di Venezia”
di William Shakespeareregia Egon SavinJugoslovensko Dramsko Pozorište, Belgrado
Spettacolo in lingua serba con sopratitoli in italiano a cura di Raggio Verde s.r.l.

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