Non più Giorgio Barberio Corsetti, è Sidi Larbi Cherkaoui, ballerino belga-marocchino coreografo dal 1999, a dare un carattere territoriale eppure globale alla rassegna giunta alla sesta edizione, vetrina delle ricerche svolte e formalizzate negli Stati Uniti. Dopo “Sutra” firma “Orbo novo”, performance che non elimina sul palco limiti e sbarramenti ma esplora emozioni e potenzialità, un viaggio nei labirinti della mente in un processo ininterrotto di adattamento a realtà sempre nuove. Identità, libertà, possesso, contaminazione, limiti, Oriente-Occidente, emisfero destro-sinistro, spazio-tempo, leggenda, contemporaneità, il suo intento sembra quello di gettare un ponte tra Europa e Nord America nel dare risalto al pluralismo espressivo delle comunità stanziali e nomadi della danza, considerare la compresenza di contesti geografici diversi fusi nella materia spettacolare - da cui deriva uno straniamento interessante -, raccontare l’esperienza del melting pot, la complessità di più culture compresse in una, secondo i criteri del ritmo e delle suggestioni creative. L’esito di una percorrenza artistica e tematica si fa resa plastica attraverso il linguaggio del corpo:«Noi siamo sempre in movimento verso il nostro altrove», così il nuovo direttore artistico in conferenza stampa.

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