TEATRO INDIA, “PIAZZA D’ITALIA”
Dai versi epici di Fernando Pessoa alla letteratura della vaghezza e dell’impegno di Antonio Tabucchi. Fino ai frammenti di drammaturgia narrativa del teatro di Marco Baliani. Una soggettività individuale, corale, dolente, appassionata, il ritratto di una famiglia di militanti garibaldini, anarchici, comunisti nell’arco di un secolo di storia, dall’unità d’Italia ai primi anni Sessanta. “Piazza d’Italia”, pièce ben scritta ben diretta ben recitata, tratta dall’omonimo romanzo d’esordio dello scrittore pisano, racconta la lotta per la vita combattuta da Plinio e i suoi figli, dalle bandiere alla morte eroica passando attraverso storie d’amore e di desiderio. Le vicende politiche di questa favola popolare in tre tempi, come la definisce l’autore stesso, non comportano cambiamenti effettivi nella sorte degli abitanti di un borgo dell’alta Toscana, anche se, a scandire i mutamenti epocali, si ripete l’erezione e l’abbattimento del monumento, di volta in volta la statua del Re e via dicendo. Una piccola comunità si arma contro i padroni. L’adesione al tempo presente di gente animosa e fiera, vincitori o vinti che siano, è resa dal plasticismo corporeo e dalla parola pronunciata da un unico narratore collettivo che sparpaglia i suoi ‘io’ anche nei serrati dialoghi. Un canto di saudade e di guerriglia, sulle duplici corde di straniamento e immedesimazione, colmo di pathos e di passione civile il climax declamato da Asmara (Patrizia Bollini) descrive il rogo dei ribelli messi a morte dai nazifascisti, dopo che don Milvio straccia a pezzi l’inno alla carità di san Paolo (1 Cor 13). Cola e fonde tra le fiamme pure la campana. Una produzione del Teatro di Roma, in prima nazionale assoluta, dal romanzo di Antonio Tabucchi, “Piazza d’Italia”, regia di Marco Baliani, è in scena fino al 28 febbraio al Teatro India. Prosegue poi nei Teatri di Cintura, dal 2 al 4 marzo al Teatro Tor Bella Monaca e dal 5 al 7 marzo al Teatro Quarticciolo.
dall’ 8 al 28 febbraio 2010
Teatro India
Piazza d’Italia
dal romanzo di Antonio Tabucchi
regia Marco Baliani
Prima nazionale
Produzione Teatro di Roma



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