Lovely day for a Picnic

giovedì 16 ottobre 2008

CON LINA SASTRI PROSEGUE LA SCUOLA NAPOLETANA

FILUMENA MARTURANO



“Filumena Marturano” è una pièce universalmente conosciuta, la più rappresentata delle commedie di Eduardo, rielaborazione di temi autobiografici che riguardano la sua vita (illegittimità della prole nata fuori del matrimonio), propone il dramma psichico e sociale di una donna che dietro compenso monetario inizialmente presta la sua carne in un postribolo. Poi, in escalation, diventa amante esclusiva per venticinque anni di un borghese benestante. Rivela solo alla fine di essere madre di tre figli e Domenico Soriano, il “benefattore”, soltanto di uno può vantare la paternità. Ex prostituta, Filumena, in un luogo solcato da crocicchi, si fa oracolo reticente.

Il magistero della scuola napoletana passa di padre in figlio, vive in chi ha appreso di persona la lezione, quindi in Luca De Filippo, come anche in Lina Sastri.
«Ho cominciato con Eduardo da ragazzina facendo la comparsa, fino a quando ho pronunciato la prima battuta. Ho avuto la fortuna di fare l’edizione video di “Natale in casa Cupiello” (’77) con Eduardo, il figlio Luca e Pupella Maggio. Dopo un intervallo di anni ho preso parte a “Mettiti al passo!” (commedia di C. Brachino su soggetto di Eduardo). Con Luca non ho mai lavorato prima di adesso. Dopo il lungo viaggio fatto attraverso il teatro, il cinema e la musica, posso affrontare il ruolo bellissimo di Filumena, ricco di mille sfumature, di grande profondità e complessità. Lo considero un punto di arrivo e di passaggio per una nuova partenza».
Una gratificazione che arriva nella fase matura della sua carriera.
«Sì, in un momento in cui mi sembra giusto che arrivi. Del resto Filumena è una donna, non è una ragazza giovane. Incontro di nuovo Eduardo, come autore intendo, e per me è una possibilità importante offerta dalla vita, che spero di onorare».
Questa pièce porge ancora motivo di interesse.
«Fa parte delle storie eterne, assolute, del teatro. Racconta la miseria economica e morale dell’emarginazione sociale, la prostituzione, la difesa della propria dignità in un contesto dettato dalle dure leggi della vita».
In che modo è entrata nel personaggio?
«Filumena è una donna indurita dalla vita, che non piange. Io no, sono un’anima fanciulla che ancora piange. Francesco Rosi, grande maestro che ringrazio, mi ha scelto per un ruolo che sento però distante da me, a cui voglio dare risonanza umana. Cerco di rendere le emozioni che sono nelle parole».
Stiamo parlando di un personaggio che è stato sia di Titina De Filippo che di Sofia Loren.
«Titina è stata una grandissima interprete, per lei è stata scritta Filumena. Trovo che la Loren sia stata molto brava nel bellissimo film di De Sica, ma il confronto non si può fare. Si tratta di teatro in un caso, di cinema nell’altro. Io mi pongo solo il problema di aderire al testo».
Lo spettacolo prodotto dal Teatro di Roma e da Elledieffe sarà in scena fino al 16 novembre al teatro Argentina.
Vedremo l’attrice al cinema in febbraio nell’ultimo film di Tornatore, “Bagheria”. Uscirà entro i primi di novembre “Reginella”, la registrazione live di canzoni napoletane.



I De Filippo, Peppino, Titina, Eduardo


Filumena Marturano

9 ottobre | 16 novembre 2008
Prima nazionale
di Eduardo De Filippo
regia Francesco Rosi
con Lina Sastri, Luca De Filippo 
e Nicola Di Pinto, Antonella Morea, Giuseppe Rispoli, Gioia Miale, Daniele Russo, Antonio D'Avino, Chiara De Crescenzo, Carmine Borrino, Silvia Maino
scene Enrico Job
costumi  Cristiana Lafayette
luci Stefano Stacchini
Teatro di Roma - Elledieffe

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