Lovely day for a Picnic

giovedì 7 agosto 2008

Intervista a Giuseppe Picone

“GISELLE”, IL ROMANTICISMO A PASSI DI DANZA




Gli spiriti delle fanciulle morte prima del matrimonio si riuniscono nel silvestre recinto sacro. Le silhouette diafane danzano fino allo stremo delle forze.  La leggenda popolare di origine slava delle Villi, eteree silfidi in tulle, confluisce magistralmente nell’atmosfera romantica del ballet blanc di “Giselle”. La corporeità aspira al sovrannaturale, il lirismo non eccede nel sentimentalismo, la fiaba è nel dramma. Théophile Gautier, autore del libretto musicato da Adolphe-Charles Adam, leggendo il componimento poetico di Heinrich Heine “De l’Allemagne” (1835) ne raccoglie la suggestione. L’ispirazione fantastica, la vendetta cercata nel bosco stregato ma non consumata costituiscono l’ossimoro del celebre capolavoro, altissima sintesi drammaturgica e coreutica. Considerato uno dei migliori interpreti del 2004, Giuseppe Picone, che il 21 settembre riceverà al Palazzo Reale di Napoli il Premio Mozart, sarà il principe Albrecht.

Il balletto romantico per eccellenza ha ormai la patina del tempo o l’interpretazione rinnova verità e vita ai personaggi?
«Al mondo si evolve tutto, in questo caso anche l’interpretazione. Penso che un balletto come “Giselle” rimarrà per sempre, è perfetto».

È anche un importante banco di prova?
«Eccome, certo».

Il ruolo della fanciulla/fata contraddistingue la carriera di Carla Fracci,  mentre Nureyev e Vassilev hanno reso memorabile l'interpretazione di Albrecht.
«La mia scelta coniuga passione, eleganza e rigore tecnico. La partitura di Albrecht è molto precisa, per niente casuale. Questo principe vuole evadere dalla routine del suo mondo, scappa e cerca quello che non ha. La situazione degenera tragicamente ma non per volere suo. All’inizio è un flirt, poi con il tempo secondo me diventa proprio amore, però gli imprevisti fanno sì che Giselle impazzisca e muoia. Nel secondo atto Albrecht chiede perdono alle Villi e sarà salvato dal sortilegio. È bellissimo».

Non c’è il solo carattere apollineo?
«Assolutamente, Nureyev e Vassilev non hanno reso Albrecht solo apollineo. Come la musica che si ascolta in sottofondo, la tecnica non deve prevalere. Ci sono riusciti in pochi, la signora Fracci per esempio».

Nello spazio scenico sono moltissimi i grand jetés. Domina il principio dell’elevazione?

«È come se l’anima volesse lasciare la terra e andare verso il cielo, per questo sono importanti morbidezza, eleganza».

Carla Fracci ha ripreso e ripristinato le coreografie storiche create nel tempo da Jean Coralli, Jules Perrot, Marius Petipa e Anton Dolin. Nei ruoli principali, oltre alle due étoile dell’Opera Laura Comi e Mario Marozzi che assieme hanno legato il loro nome a questo spettacolo, ci saranno gli americani Ashley Bouder e Jared Angle (primi ballerini del New York City Ballet), l’ucraina Oksana Kucheruk e Igor Yebra (étoile del Balletto dell’Opéra di Bordeaux), la russa Larisa Lezhnina (prima ballerina del Balletto nazionale olandese) e Giuseppe Picone, Mara Galeazzi (prima ballerina del Royal Ballet di Londra) e Robert Tewsley. Disegno luci di Patrizio Maggi. La regia è affidata a Beppe Menegatti. La prima è il 9 agosto, quattro le repliche: domenica 10, martedì 12, mercoledì 13 e giovedì 14.





da sabato 9 agosto 2008 a giovedì 14 agosto 2008

Terme di Caracalla
GISELLE
di Adolphe Adam.
Coreografia: Carla Fracci da Jean Coralli, Jules Perrot, Marius Petipa, Anton Dolin.
Direttore d’orchestra: Alessandro D’Agostini
Scene e costumi: Anna Anni
ORCHESTRA E CORPO DI BALLO DEL TEATRO DELL’OPERA
Allestimento del Teatro dell’Opera.


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