Lovely day for a Picnic

mercoledì 30 luglio 2008

Intervista a Renzo Giacchieri

Madama Butterfly


Dal racconto omonimo ridotto da David Belasco, “Madama Butterfly”, tragedia giapponese in tre atti di Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illaca sviluppa sontuosamente più temi. Il matrimonio di Cio-cio-san con il luogotenente americano Pinkerton dà l’avvio a un fatale dramma sentimentale e psicoanalitico. La casetta a Nagasaki offre l’ambientazione, simbolista, in cui si svolge il confronto bipolare eterofonico tra due paradigmi culturali e musicali, europeo e asiatico. Il microcosmo domestico è scompartito da paraventi e punteggiato dai kimono variopinti del corteo nuziale. Le ancelle scorrono in fila, sorta di vivace tachisme, a coronare la protagonista in veste di sposa. La parentesi freudiana delle ossessioni inconsce l’indegnità della geisha, la prosopopea colonialista concorrono a comporre un quadro stilizzato, in un fondamentale arresto temporale, scandito da cerimoniali codificati. A causa dell’infelicità per l’abbandono del talamo coniugale, l’adolescente si infligge un suicidio rituale, l’harakiri. Renzo Giacchieri (che firma le realizzazioni visive, le scene e i costumi) interpreta il Paese del Sol Levante secondo la moda japoniste diffusa a parigi nel secondo ottocento tra artisti come Degas, Monet, Manet, Van Gogh), ripresa dai pittori dell’Art Nouveau e della Secessione viennese, infine da Puccini.
«Mi sono ispirato a Hokusai, alle sue stampe acquerellate. Nella messinscena ci sono citazioni puntuali: quelle onde che io chiamo “tsunami dell’anima” sono chiaramente ispirate a lui. I lampioni nella scena del coro (finale del secondo atto) rispondono a una iconografia precisa».
Puccini si è documentato scrupolosamente sul mondo orientale.
«Abbiamo la descrizione di tante piccole cose, sono elencate perché hanno un significato esatto: la pipa, le sigarette, il ventaglio, il fermaglio…».
Tenendo presente il paesaggismo giapponese in voga tra gli impressionisti e la legge del contrasto simultaneo dei colori di Chevreul c’è in scena l’accostamento di tinte complementari?
«Sì c’è un riferimento alla cultura del tempo. Sono scelte poetiche quelle che si fanno, io ho voluto I costumi di Caramba (leggendario patron della scena scaligera nel primo Novecento, ndr), ho tirato fuori dai magazzini quello che del suo allestimento è stato messo da parte. Caramba ha lasciato un segno nella storia del teatro d’Opera, grandissimo autore di stoffe».
Le linee dominanti dell’ambientazione scenografica?
«La dominante è un ponte. Cio-cio-san sul finire dice alla moglie americana di Pinkerton: “Sotto il gran ponte del cielo non v’è donna di voi più felice”. Ho tenuto conto di questo».
Amarilli Nizza e Susanna Branchini si alternano nel ruolo di Butterfly, azioni mimiche a cura di Hal Yamanouchi, dirige il maestro Carminati. Alle Terme di Caracalla (ingresso lato Circo Massimo) l’allestimento di “Madama Butterfly” è lo stesso già applaudito nel 2006.

Madama Butterfly
Autore: Giacomo Puccini
Genere: Opera
Terme di Caracalla dal 26 Luglio al 2 Agosto
Maestro concertatore e Direttore Fabrizio Maria Carminati
Maestro del Coro Gea Garatti Ansini
Realizzazione visiva Renzo Giacchieri



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