“FAHRENHEIT 451”, IL BUONO E IL CATTIVO DELLA FIAMMA
“Fahrenheit 451” è il noto romanzo di Ray Bradbury, diventato film con François Truffaut nel ’67, considerato catalogabile nel filone della fantascienza sociologica, definito allegoria di uno stato dispotico in cui la cultura è ritenuta ostacolo al consumo di massa di segno materialistico. Ne deriva perciò la necessità di azzerare le individualità nell’esercizio, per esempio, della lettura. L’assetto ipertecnologico quanto barbarico del regime anti-sinapsi è uno spazio contraddistinto da vuoto espanso. Luca Ronconi ha predisposto griglie ferrose a circoscrivere uno spazio grigio asettico, neutralità monocorde rotta dal giallo sparato dei pompieri addetti a bruciare ogni sorta di carta stampata, a scovare chiunque osi mettere in fila parole sviluppando tracce embrionali di pensiero. Montag (Fausto Russo Alesi) è il giovane “milite del fuoco” che abbandona il concetto di reato legato alla pagina scritta dopo l’incontro con Clarisse (Elisabetta Pozzi). Scenico punto nevralgico, cruciale passaggio, snodo tematico sembra essere il comandante Beatty (Alessandro Benvenuti) che elimina un po’ di cliché sull’idolo da abbattere o esaltare, nell’accezione positiva o negativa del caso, cioè il monumento-letteratura. Si chiede quali e quanti possano essere i libri perfettamente congeniali a sé. Si chiede se nel mondo delle lettere, a patto che esso conduca alla vita e non alla distruzione, si possano trovare risposte ai propri interrogativi. Improvvisamente si accendono roghi e pire umane: rivive lo spettro inquisitorio. Uomini-libro salvaguardano i grandi classici imparandoli a memoria. Il Buon Governo, le moltitudini videodipendenti lobotomizzate, la fatua apparenza, il protagonismo a tutti i costi, la compagine di un Paese che trova squisito diletto nella mercificazione di pressoché tutto, insomma l’utopia negativa del controllo sull’informazione, dell’abolizione della privacy, dell’utilitarismo a discapito del bene comune, l’incubo che fu anche di Aldous Huxley ampiamente, subdolamente si realizza qui e ora. “Fahrenheit 451” è fino al 2 marzo al teatro Argentina.
15 febbraio | 2 marzo 2008
di Ray Bradbury
versione teatrale ridotta Monica Capuani e Daniele D’Angelo
progetto Luca Ronconi e Elisabetta Pozzi
regia Luca Ronconi
versione teatrale ridotta Monica Capuani e Daniele D’Angelo
progetto Luca Ronconi e Elisabetta Pozzi
regia Luca Ronconi

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