Il sipario si alza su un gruppo bloccato nel fermo immagine, che si anima a tratti e ripiomba nell’immobilità sulle note ipnotiche di una specie di carillon. Tra dissonanze e silenzi protratti inizia “Il ventaglio” per la regia di Luca Ronconi.
Scompiglio di classe con flirt, diapason in allerta, questa commedia dell’esilio scritta in tre atti nel 1765 per il Théâtre Italien (ormai balletto sdilinquito che ammortizza e irreggimenta il vitale disequilibrio delle polarità degli opposti proprio della secolare tradizione dei comici dell’arte) mostra l’elaborazione di un repertorio e un’acquisita sapienza tecnica e compositiva. Ronconi abbandona il codice scelto da Visconti, Strehler e più recentemente da Castri per mettere in scena Goldoni, cioè il realismo borghese, e opta per una sorta di straniamento.
In un quadro tonale opaco, come fosse spennellato da un piumino da cipria - non però biacca delle corti - con indosso i costumi dalle tinte finemente accordate, i personaggi, artigiani, mercanti, nobili titolati, pronunciano didascalie riguardanti loro medesimi. Una fascinosa interdizione è in quello spazio di attigue botteghe e balconi sopraelevati. Ridondanze aggraziate, leziose, leggiadre rendono squisito lo scambio di battute forbite e aeree, spunto “ridicoloso” e indizio critico di una società settecentesca in bilico sull’imminente Rivoluzione francese. Il gioco brillante della rincorsa sentimentale di potenziali innamorati che competono per una fanciulla si complica per l’intervento pasticcione del vecchio Conte (l’ottimo Massimo De Francovich), che si cimenta in pacate trattative con la signora Gertruda (armoniosa Giulia Lazzarini), inseguendo profitti insperati a premio dell’impegno profuso in un susseguirsi di equivoci e schermaglie. L’azione si calamita su un ventaglio che assume valore di omaggio galante, oggetto pretestuoso, chimera vagheggiata, parola passepartout in una comunicazione senza fili che perde e ritrova il messaggio arrotolato nella bottiglia, vuoi la felicità affettiva, vuoi la brama dei denari. Un uragano che sembra quasi un fenomeno paranormale scoppia senza essere avvertito dalla piazza, interrompendo la primaverile levità ispirata ai vari Labiche, Feydeau, Sacha Guitry.
cartellone argentina - stagione 07.08
“Il ventaglio”
di Carlo Goldoni
regia Luca Ronconicon (in o.a.) Raffaele Esposito, Giulia Lazzarini, Pia Lanciotti, Giovanni Crippa, Massimo De Francovich, Riccardo Bini, Federica Castellini, Francesca Ciocchetti, Gianluigi Fogacci, Simone Toni, Giovanni Vaccaro, Pasquale Di Filippo, Matteo Romoli, Marco Vergani
scene Margherita Palli
costumi Gabriele Mayer
luci Gerardo Modica
musiche Paolo Terni
suono Hubert Westkemper
regia Luca Ronconicon (in o.a.) Raffaele Esposito, Giulia Lazzarini, Pia Lanciotti, Giovanni Crippa, Massimo De Francovich, Riccardo Bini, Federica Castellini, Francesca Ciocchetti, Gianluigi Fogacci, Simone Toni, Giovanni Vaccaro, Pasquale Di Filippo, Matteo Romoli, Marco Vergani
scene Margherita Palli
costumi Gabriele Mayer
luci Gerardo Modica
musiche Paolo Terni
suono Hubert Westkemper
9 | 27 gennaio 2008

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