Carlo Cecchi è stato tra i primi in Italia a mettere in scena Thomas Bernhard, autore austriaco polemista e provocatore che costruisce la sua scrittura articolando e disarticolando, mettendo insieme e contraddicendo. Polarità azzardate, la vita nella morte, la verità nella mistificazione, accenni di sacro in ciò che è blasfemo, a tenere tutto insieme è il sarcasmo.
In “Claus Peymann compra un paio di pantaloni e viene a mangiare con me” il teatro è descritto come processo letale, esito fallito di un progetto estetico, politico, morale (ricalcando l’idea di Schiller o Brecht), riflesso di una decomposizione sociale in atto, ridotte a velleità le aspirazioni edificanti. Ma il tono di questa parabola grottesca è esilarante. Più Cecchi si fa ironico portavoce delle invettive contro pubblico, stampa e protagonisti osannati della scena, più difende baracca e burattini. Riesce a non essere volgare pur avvalendosi del turpiloquio, funge da trait d'union tra intento demolitorio e risultato elogiativo che, imprevisto, esce dalla sua lettura dei “Dramoletti”.
Caro a Bernhard, Claus Peymann, direttore artistico della Schauspielhaus di Bochum, va al Burgtheater di Vienna. La prima scena si apre con l’imbarazzo di dover fare i bagagli scegliendo cosa metterci dentro. Feticci di attori e nuovi drammaturghi da trasportare nella nuova sede, insieme a calzini e indumenti, affollano la valigia. In questa farsa seria il misterioso contenitore di carne e intellettualismi resiste, il motivo di fare e vedere teatro permane. Elia Schilton (in qualità della Signorina Schneider, Thomas Bernhard, Hermann Beil) ascolta e un po’ risponde. Fa dell’inespresso un’arte. L’umorismo nero di Bernhard indignato dallo Stato-Catto-Nazista non risparmia nessuno, avrebbe potuto stemperarsi almeno un po’ ricordandosi della testa di Sophie Scholl che rimbalza dopo essere stata ghigliottinata per soli sei volantini contro il Terzo Reich.
I due atti unici, “Claus Peymann compra un paio di pantaloni e viene a mangiare con me” di Thomas Bernhard e “Sik Sik l’artefice magico” di Eduardo De Filippo, per la regia di Carlo Cecchi, sono in scena al teatro Valle ancora fino al 18 novembre.
6/18 novembre - Roma, Teatro Valle

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