Ogni insurrezione, esistenziale o spiritual-filosofica che si rispetti, ha dei risvolti assolutamente fisici. A Espedita Fisher piace buttarsi con tutto il corpo sulle barricate. Non si accontenta della dieta vegana, vuole cercare Dio nel silenzio. Se i modi non sono quelli di una poetica radicale non le interessano. Ha deciso di intervistare, e farne un libro, le monache contemplative, recluse testimoni dell’Altissimo, legate con un vincolo sponsale al Signore Gesù Cristo, nell’immaginario comune esseri umani indifferenziati, ricettacolo di sospettose domande e diffidenze per la vita segregata che conducono, raccontate qui come come persone dotate di vari temperamenti, interessi e talenti. Si dà il caso che la Fisher abbia uno stile di scrittura fresco, accattivante, ironico. Introduce i suoi lettori nell’habitat di riserbo e preghiera delle claustrali (citate per nome), che vivono nello spazio sacro entro cui valgono le regole del sacrificio e dell’amore, della povertà, della castità e dell’obbedienza. Ne escono così: bene.
Olimpia è Benedettina, ha gli occhi blu, è alta, è descritta mentre parla con un adolescente e lo ascolta, riesce a interloquire con lui (una marziana!). Suor Benigna, Clarissa cappuccina, è, prendendo in prestito le parole della Fisher, una vecchina con il viso segnato dalle rughe, mente lucida, energica, tanto da indurre nella nostra il desiderio di accucciarsi sotto di lei come sotto un pioppo. Nel segno della Madonna Regina della terra, del cielo, dell’universo, per i credenti queste creature oblate sono templi vivi della divina presenza, fedeli alla sequela del Vangelo, frutti operanti della redenzione per Sua ineffabile grazia. Suor Cristiana, classe 1946, Carmelitana scalza, con le sue pagine pubblicate di recente su Etty Hillesum, tratta di quel Dio sepolto dentro di sé, tra sassi e sabbia, fino a dissotterrarlo tenacemente e scoprire quel “pezzettino d’eternità che ci portiamo dentro”, racconta la coscienza di essere abitata da un Altro. Nonostante Karen, Religiosa della croce, ritenga inutile scrivere ciò che le sue sorelle, come lei del resto, fanno, agire cioè a favore dell’umanità senza la minima rilevanza mediatica, tuttavia forse, l’apostolo Paolo approverebbe la vendita di “Clausura” persino al supermarket.
Il libro, con una prefazione di Sergio Zavoli e un intervento di Susanna Tamaro, sta piacendo anche ai non addetti ai lavori per le domande attuali e di sempre che contiene, così sostiene il laicissimo Alberto Castelvecchi che in realtà non promuove l’intenzione di far proseliti: «Non ci interessa che le suore diventino di moda».
Clausura
Le nuove testimoni dell’assoluto
Con una prefazione di Sergio Zavoli e un intervento di Susanna Tamaro
Collana: Le Navi | 264 pag | 2007
Prezzo di copertina: € 16,00
Espedita Fisher (1978), scrittrice e speaker radiofonica, ha intrapreso da tempo un percorso spirituale e di ricerca intorno all’eremitismo e al nuovo monachesimo. Scherzando (ma non troppo) dice di dovere il suo nome a sant’Espedito, protettore dei casi disperati.


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