Fino al 15 ottobre al teatro Eliseo, da martedì a sabato ore 20,45, domenica ore 17,00, lunedì riposo. Tel. botteghino: 06 4882114 | 06 48872222. Biglietteria on-line su www.helloticket.it e www.charta.it. Numero verde Helloticket 800907080.
Le mie sono cronache, recensioni. Uno spazio per esercitare il diritto alla critica, la facoltà di elaborare linguisticamente il mondo come appare. "Ilamù" si occupa essenzialmente di questo: danza e teatro.
Lovely day for a Picnic
lunedì 2 ottobre 2006
CIRQUE ÉLOIZE
“Nomade”
In “Nomade. La nuit, le ciel est plus grand”, spettacolo di Daniele Finzi Pasca e Jeannot Painchaud che torna al teatro Eliseo dopo il successo della scorsa stagione, vive un’affabulazione lirica e onirica solo in parte verbalizzata, per lo più tradotta nel linguaggio fisico di corpi che si cimentano in numeri acrobatici, contorsioni virtuosistiche, danze al ritmo di percussioni africane tutt’uno con la musica tradizionale zigana, in un melting pot acustico e culturale. La ricerca dell’amore è il trait d’union per i brani di clownerie, le gag, i volteggi. A accompagnare l’itineranza geografica e dell’immaginario dell’ambulante comunità multietnica sono le melodie e i canti sia malinconici che vitali, esuberanti, beneauguranti, tipici di matrimoni e feste. Nel quadro fiabesco e assurdo che sembra firmato da Marc Chagall, una leggera tela rossa si gonfia di vento e diventa un mare ondoso solcato da rotanti sfere bianche. Eequilibri verticali sostengono piramidi umane, salti e rimbalzi trasformano in gioco la legge della gravità, il repertorio classico dei giocolieri e la maestria di asce volanti disegnano coordinazioni aeree. Epifanie nuziali e viluppi di corpi bagnati da un sottile pulviscolo idrico raccontano passioni. Fantasia, semplicità, riso compongono un affresco poetico attraversato da lampi di surrealismo. E per volgere lo sguardo alla cultura francese, la freschezza e l’allegria di “Nomade” sembra avere in sé l’eco del realismo magico anni Trenta di Marcel Carné e Jean Renoir, lo stile da pochade e vaudeville di René Clair che ha ispirato Chaplin (evocate dai performers canadesi, svizzeri, francesi, polacchi, le spallucce di Charlot, il vagabondo per eccellenza). L’attraversamento della scena da parte di una muta sposa ricorda l’inseguimento di Dita Parlo, fluttuante icona femminile in bianco de “L’Atalante” di Jean Vigo. “L’immaginazione nei miei lavori ha origine da una fonte insolita: la memoria collettiva dei miei antenati, la storia alla quale appartengo”, così il regista e autore italo- svizzero Daniele Finzi Pasca (che nel 2005 ha firmato lo spettacolo del Cirque du Soleil “Corteo”, in scena a Los Angeles e San Francisco), parla dei sogni impastati di stelle e degli insegnamenti tramandati di generazione in generazione, confluiti nell’estetica utopica, tribalista e romantica, che seguendo il tam tam del cuore inneggia alla vita che verrà. “Di notte il cielo è più grande”, dicono i pescatori delle Isole Magdalene.
http://www.youtube.com/watch?v=a3LvAFMEwKs
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)


Nessun commento:
Posta un commento