Lovely day for a Picnic

mercoledì 5 aprile 2006

“ANNA CAPPELLI”, UNA DONNA E IL SUO INCONSCIO

Al Teatro La Comunità il dramma di Annibale Ruccello


Anna, due persone, una. Razionalità vigile, risentita, spodestata. Dall’altra parte dello specchio virtuale l’affiorare dell’inconscio, dei timidi desideri, della fragilità. L’unicità della personalità si rompe, si complica. L’immagine si sdoppia e si ricompone. L’io manifesto e quello celato forniscono motivazioni, reclamano stabilità, sicurezze, spazi propri, dipanano il malessere, raccontano il disagio. Anna Cappelli è impiegata al Comune di Latina, condivide i casalinghi metri quadrati con l’invisa signora Tavernini, che non sopporta il profumo della pancetta fritta, di cui lei non tollera i gatti. La quotidianità avvilita, minata dalla routine, si apre allo spiraglio di una vita, se non matrimoniale, almeno da condividere con il collega Tonino, che è proprietario di una grande casa. Dell’amore però manca lo slancio disinteressato, la passione cieca, il sentimento oblativo. Comunque inizia il sogno, si mettono in moto aspettative. Nell’apparente assenza di richieste, si fa avanti l’istanza primaria di un rapporto: la fedeltà a un patto. Preteso il rispetto del contratto, non onorata l’indissolubilità dell’unione, crolla l’illusione. Il realismo dei colloqui rivolti a referenti di cui non udiamo la voce, esistenti ma non presenti, comincia a declinare fino ad assumere inquietanti risvolti grotteschi. La pièce si conclude in una sorta di rito antropofago, in cui il bisogno dell’altro e la vendetta sono tutt’uno. La brama di possesso è il tema dominante della drammaturgia di Annibale Ruccello, cui si aggiunge quello complementare dell’identità rincorsa, rifratta, duplicata nella copia di sé. Su sfondo monocromo, la scena è essenziale: un lungo tavolo e una sedia per evocare l’aria ferma di ambienti circoscritti, in cui si sviluppano relazioni senza prospettive. Il testo datato, tentato dai cliché, si centra sulla povertà di una donna sola, diventa rilevante attraverso l’interpretazione di Alessandra Frabetti, Anna Cappelli palese, e Marinella Manicardi, Anna Cappelli segreta, che danno carne e temperamento a una creatura di carta, che soffre negazioni e abbandoni. Le musiche di Antonia Gozzi accompagnano la dissonanza delle battute interrotte e gridate di un personaggio diviso in due, litanie spezzate di un’assertività inascoltata. Nell’ambito della rassegna “Scritti di scena”,“Anna Cappelli” è fino al 13 aprile al teatro La Comunità. Sarà al teatro Cafaro di Latina il 18 aprile.

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