Abbondanza/Bertoni,
Bigonzetti, Rossi al Teatro Nazionale
Sobrietà e ritmo, danzatori in fila indiana
si battono i fianchi, camminano percuotendosi, sono prossimi, fanno per
allontanarsi, appropinquarsi, stringersi in duetti. Tre sedie allineate sulla
destra del palco e tre sulla sinistra semplicemente per stare seduti in assetto
frontalmente opposto e guardare avanti a sé, le partiture fisico-gestuali
articolano la mutevolezza delle relazioni. Individualità e coppie, la tensione
contenuta vive di un formalismo sostenuto che si stempera nel gioco. La mise
scura del quintetto, in maglietta nera e gonna lunga a pieghe larghe per maschi
e femmine, impone un registro tonale austero ma non mesto, con un acceso
cromatismo sotto traccia. Singolarità, coppia, individuo, gruppo, esterno,
interno, in “Cerimoniale” di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni la reazione
a catena si risolve nel dinamismo risultante dalla somma di frammenti
coreografici, brevi, essenziali, haiku. Bianco e nero, su musica di Gioachino
Rossini “Duo inoffensivo” di Mauro Bigonzetti (a scuola di stile da George Balanchine,
William Forsythe, Jiří Kyliàn, Lucinda Childs, in un contesto che
abbraccia il neoclassico fino al post-modern) sembra elaborare,
semplificandolo, il tema del dualismo aggressivo e antinomico, tutto astratto e
immaginario, che vede impegnate l’una contro l’altra due donne che scoprono di
condividere lo stesso amante. Progressione dall’oscuro ai colori
dell’arcobaleno, “Cielo di marzo” di Giorgio Rossi e Mariella Celia è un
movimento corale disteso cantabile. Da un ricordo di ninfe e deità della
“Primavera” di Botticelli a una first lady con suggestione rosa Chanel che
scaccia via la gravità, l’ensemble mitico dichiara la sua fede nella natura e
nella bellezza. Il cerchio si chiude, con le nubi. La composizione coreutica,
il cui titolo è tratto dal verso di una poesia di Cesare Pavese, è affiancata
dalla didattica di un materiale sonoro, l’incisione della Radio Svizzera
Italiana che riporta una prova d’orchestra del direttore Hermann Scherchen, il
quale nel 1965 impartisce lezioni sull’esecuzione dell’Allegretto della Settima
Sinfonia di Beethoven. Carolyn Carlson la motion di riferimento. Far cimentare
i ballerini classici con la danza contemporanea e promuovere i creatori di
oggi, questa l’intenzione di Micha van Hoecke. “Serata Maurice Béjart”, mercoledì
2 maggio al Teatro dell’Opera la prima rappresentazione.
Teatro Nazionale
Prima rappresentazione
Domenica, 15 Aprile 2012, ore 17.00
Repliche
Martedì, 17 Aprile, ore 17.00
Venerdì, 20 Aprile, ore 20.30
Mercoledì, 18 Aprile, ore 17.00
Giovedì, 19 Aprile, ore 20.30
Cerimoniale
Coreografia Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
Coreografia Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
Duo inoffensivo
Coreografia Mauro Bigonzetti
Coreografia Mauro Bigonzetti
Cielo di marzo
Coreografia Giorgio Rossi e Mariella Celia
Coreografia Giorgio Rossi e Mariella Celia
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CORPO DI BALLO DEL TEATRO
DELL’OPERA


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