Alla Sala Uno “Il giardino dei ciliegi”
Théâtre du Vaudeville, Reza Keradman, il regista iraniano che dirige “Il giardino dei ciliegi” ritagliando per sé il ruolo di Firs il maggiordomo, si attiene alle intenzioni dello stesso Čechov: mettere in scena una commedia leggera in cui il registro tonale allegro e brioso sottintenda la malinconia. Quello della contessa Ljubòv Andreevna Ranevskaja (Alessandra Raichi), detta Ljuba, è uno straniamento felice. Torna a casa con la figlia Anja (Azzurra Antonacci) in uno stato di apparente entusiasmo, in bilico tra incoscienza e autoinganno. A Parigi il suo matrimonio è finito. Suo figlio è annegato cinque anni prima. L’aristocratica non fa nulla per intervenire nel presente e contrastare l’emergenza che incombe, riscattare dall’ipoteca l’antica tenuta in una provincia della Russia. Sta per essere messa all’asta la sede reale e simbolica della sua infanzia, la casa che contiene il ricordo e la presenza stessa del giardino dei ciliegi, la cui chiara rarefazione primaverile è riassunta in un’immagine di eterna purezza. Rincorre per un attimo il passato: nel bianco spumoso tra i rami infiorescenti sembra addirittura aggirarsi una sagoma familiare. Non vuole sprofondare e appesantirsi fino a prendere consapevolezza del suo dramma personale. Nel gaio vortice d’un battito d’ali, al di sopra di tutto, Ljuba è purtroppo ferita nelle viscere, ma non se ne cura. Il sorriso che la rende accostante e inavvicinabile nasconde un fatalismo interdetto. Come nell’opera semiseria, emergono le contrapposizioni sociali, oltre ai padroni e ai servitori fanno il loro ingresso i villeggianti che abiteranno i lotti, introducendo il concetto di vacanza nelle vite dei proprietari che hanno perso la terra. Nella scenografia di Francesco Ghisu, con l’arredo ridotto al minimo percorso dalla vivacità della corrente di gusto cromatico dei bellissimi abiti di scena di Seti Minovi, l’ensemble degli attori ha risonanze linguistiche allogene.
Teatro Sala Uno
Reza Keradman dirige e interpreta "Il giardino dei ciliegi"
dal 9 novembre al 5 dicembre 2010


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