Lovely day for a Picnic

giovedì 21 dicembre 2006

REIM E LA LINEA D’OMBRA

“Lo Schiaccianoci” e la simbolizzazione dell’inconscio

La rielaborazione drammaturgica dello “Schiaccianoci” firmata da Riccardo Reim è centrata sul feticcio e il suo valore metaforico.
William Shakespeare, la cabala, la mistica, la filosofia sarebbero all’origine della passione letteraria di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, autore del racconto poi rivisto da Alexandre Dumas, noto per la  celebre coreografia di Petipa su musiche di Petr Il’ic Cajkovskij, secondo George Balanchine un dono della danza per chiunque ami l'elemento magico del teatro con un incanto perenne che non dura soltanto i giorni di Natale ma tutto l'anno.
La fascinazione di Clara per lo schiaccianoci e il dispiacere per la sua rottura catalizza desideri e incubi. Disegno coreografico a parte, una multicolore patina pittorica avvolge scene surreali di isolamento catodico, seduzioni spagnole, degustazioni dolciarie. Meringhe, zucchero filato e piatti di panna montata sono la capigliatura di creature immaginarie, inclusa la velenosa fata obesa interpretata da André De La Roche. Un eccesso di gommapiuma appesantisce le braccia di una donnona felliniana, una gentile e cattiva drag queen a passo d’étoile. I convitati mentre ballano litigano con grassi pupazzi avvinti a sé, immagine del doppio cucito alle caviglie come l’ombra di Peter Pan. Una indifferenziazione di genere accomuna danzatori e danzatrici infilati in costumi stracciati. Spavento e inganno sono legati alla linea d’ombra che conduce dalle complessità adolescenziali all’esperienza del vivere. L’inconscio e i suoi simboli: questa è la linea scelta da Reim.

Nel suo nuovo libretto che ruolo ha avuto la partitura musicale di Cajkovskij?
«Fondamentale. Abbiamo voluto mantenerla, come è stato, assolutamente fedele. Non mi sono affatto confrontato con Petipa, sono ripartito dal racconto di Hoffmann. Racconto noir molto moderno poiché in nuce vi sono già tutte le chiavi freudiane della letteratura del ventesimo secolo. Hoffmann è una miniera per il balletto: la psicoanalisi non è stata ancora scoperta al tempo, ma la si precede, un po’ come capita in “Alice nel paese delle meraviglie”. Nel racconto di Hoffmann, non per bambini ma sui bambini, c’è questo grumo di paure di Clara. Petipa non ha mai letto il racconto originale ma la traduzione e il rifacimento di Dumas padre. Già Dumas edulcora colorando di rosa, Petipa colora ancora più di rosa. Io ho soprattutto lavorato sul plot iniziale, recuperando il nocciolo noir».

In che relazione sono corpo, erotismo e sogno? Mi riferisco ai suoi libri.
«Una relazione strettissima. Il corpo comanda il sogno, il sogno forma il corpo, l’erotismo credo sia la forza più grande che esista nell’uomo. Impronta tutta la nostra esistenza e il nostro comportamento. Il corpo è in sé una parola».

Coreografia e regia di Mario Piazza, musica di Cajkovskij, nuovo libretto ed elaborazione drammaturgica di Riccardo Reim, con la partecipazione straordinaria di André De la Roche, “Lo Schiaccianoci” è al teatro Quirino dal 26 dicembre 2006 fino al 7 gennaio 2007.


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