Moni Ovadia e Ascanio Celestini al Parco di Villa Sciarra, Frascati
Stasera alle 21.30 al Parco di Villa Sciarra di Frascati, il festival “Bella Ciao-Il Balsamo della Memoria”, ideato e diretto da Ascanio Celestini, apre con i ricordi dei protagonisti della resistenza al nazi-fascismo. In occasione delle celebrazioni per il 63° Anniversario del bombardamento del comune nell’area dei Castelli romani, è di scena l’impegno politico e civile di due esponenti del teatro popolare tra cultura yiddish, narrazione orale e lotta di classe. Accompagnato dalla “Stage Orchestra”, Moni Ovadia legge brani tratti dalla testimonianza del vicecomandante del comitato insurrezionale nel ghetto di Varsavia, Marek Edelman. Celestini riporta le interviste alle persone che hanno vissuto il rastrellamento del Quadraro, raccontando storie inframmezzate di vita quotidiana sulla deportazione in Germania e Polonia, ne parliamo con lui.
L’8 settembre del 1943 cade il governo, fuggono i Savoia, ma non finisce la guerra…
«Sì. Sono due letture separate sullo stesso palco che facciamo: Moni sul Ghetto di Varsavia e io su Roma».
Sabato 9 settembre nell’ambito della “Notte di Lotte, ovvero Avanti Pop e altre contestazioni”a Piazza Cinecittà, ti occupi dei nuovi schiavi urbani, i laureati, cui il progresso non garantisce salario, ossia gli operatori di Atesia. Clamoroso è anche il recente reportage sulla manodopera stagionale in provincia di Foggia. Che ne pensi?
«Il call center è la versione moderna del bracciantato. Certo la differenza è notevole, laddove i braccianti stranieri non sono neanche considerati cittadini italiani rispetto a quelli italiani del dopoguerra. Quelli lì non avevano diritti, ma almeno erano considerati italiani. Questi qui rischiano di essere rimandati nel proprio Paese… La situazione è peggiorata. Io ho iniziato a raccogliere storie sul lavoro precario nel call center vicino a casa mia, a Cinecittà, perché mi interessava che venissero fuori le questioni del territorio della X Circoscrizione. Qui c’è un precariato che va avanti negli anni, c’è gente che viene riassunta ogni tre mesi per dieci anni di seguito. Tutta questa storia è calata negli stessi edifici di un centro commerciale, in una zona che apparentemente non è nemmeno depressa, è anzi il luogo della gioia fittizia, delle compere, dell’aria condizionata. È una strana contraddizione che mi sembrava interessante, un po’ simbolica del periodo che stiamo vivendo. Il lavoro paradossalmente è simile a quello dei braccianti, perché la maggior parte degli operatori di Atesia lavora a cottimo, un tanto a telefonata».
“Fabbrica”, la compagnia di Ascanio Celestini e Debora Pietrobono, presenta “Bella Ciao- Il Balsamo della Memoria”, festival dal e nel Municipio X, fino al 17 settembre. Info: 329.7742307, www.bella-ciao.it.

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