Al Mondrian Suite Spazio d'Arti
La solidità ferma, smussata, conclusa delle sculture raku di Paolo Tommasini alterna il concavo e il convesso, dispone in simmetrici accordi doppi speculari come ne “La danza”, in “Animals” o nell’accostamento di “Ibis” e “Pheonix”. L’archetipo, il mito, il sacro, il profano, la natura, la storia sono plasticità sinuosa. Le forme sintetiche sono unità simboliche carezzate dalle mani. Lo zoomorfismo primitivistico delle maschere simil africane, di brancusiana memoria, accenna a un pantheon avveniristico.
Accenni di strutture organiche nell’esotismo deformato dei visi allungati ne “L’astronomo”, la materia cedevole piegata dall’azione pneumatica dell’aria in “Alma”, l’ammiccamento alle rinomate posture neoclassiche di canoviana ascendenza in “Paolina”, lo svuotamento del pondus di Rodin nel “Pensatore”, l’alleggerimento del pathos di “Medusa” nel ridente ritratto di Gorgone benevola dalle rade linee serpentine, tutto ciò costituisce il plurilinguismo dello scultore bolognese, il cui idioma diviene appunto la tecnica raku. Il termine giapponese significa letteralmente “gioire il giorno”, vivere in armonia con tutto quanto esiste asserendo il primato della sensazione assoluta.
Nel Giappone del sedicesimo secolo il carattere rituale del vasellame ceramico è legato alla cerimonia del tè (cha-no-yu), quando dopo lunghe meditazioni i monaci erano soliti suggere tale bevanda, pratica che si immette nella cultura buddista e Zen dell’Estremo Oriente, diffondendosi poi nella casta dei nobili e dei guerrieri del Sol Levante.
Al Mondrian Suite Spazio d'Arti di Roma
“La quarta dimensione”, mostra di sedici opere scultoree realizzate con la tecnica raku da Paolo Tommasini (Bologna, 1966).
L'esposizione è aperta al pubblico tutti i giorni dalle ore 16 alle 21.
19/05/2006-28/05/2006

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